Una gestione prudente del rischio richiede l’analisi degli scenari avversi fino a quelli peggiori. Sebbene per il cambiamento climatico non sia semplice prevedere con precisione gli eventi, sono state condotte delle ricerche sul cambiamento climatico. 

Lo studio

“Ci sono molte ragioni per credere che il cambiamento climatico possa diventare catastrofico, anche a livelli di riscaldamento modesti” afferma Luke Kemp dell’Università di Cambridge, uno degli autori dello studio “Fine dei giochi climatici: esplorare gli scenari catastrofici del cambiamento climatico”

L’esito di questo studio ha previsto, nell’ipotesi peggiore, il collasso della società mondiale e addirittura l’estinzione umana a causa di diversi effetti a catena: 

  • Crisi finanziarie
  • Conflitti
  • Nuove epidemie

Tutto ciò ti suona familiare? 

Quanto sopra ti consente di intuire perché tutto il mondo parli di ESG e chieda a tutte le aziende di intraprendere questo percorso per evitare il peggio. L’umanità dovrebbe adottare sempre più soluzioni tecnologiche per togliere i gas climalteranti (come la CO2) dall’atmosfera. 

I fatti

Le attività umane possono far aumentare la concentrazione di CO2 e altri gas climalteranti al punto di causare un ulteriore riscaldamento globale di 8°C entro la fine del secolo (la fonte). Tenuto conto che gli accordi mondiali sono quelli di mantenerci entro l’aumento di 1.5°C, è necessario intervenire probabilmente non solo chiedendo di non emettere la nuova CO2 in atmosfera, ma implementando tecnologie finalizzate a rimuoverla. 

Un obiettivo ambizioso e complesso, ma non impossibile.   

ESG: ‘nutrirsi’ di CO2

Al G20 di Roma, è stato stabilito di piantare mille miliardi di alberi entro 2030. Basterà questo per bloccare l’incremento della concentrazione di CO2 in atmosfera?  

In Islanda, si è valutata anche un’altra strada. È stata costruita una struttura dal nome “Orca”.

Essa è capace di togliere fino a 4000 tonnellate di CO2 l’anno, che equivale alle emissioni di quasi 800 auto nello stesso periodo (quindi un’inezia rispetto a ciò che sta facendo il genere umano).  

Il funzionamento Orca

La cosa interessante è che viene alimentata dall’energia geotermica, quindi se il suo impiego non producesse l’emissione di altri gas climalteranti, la sua produzione di emissioni di anidride carbonica e quindi il suo contributo negativo al cambiamento del clima sarebbe pari a zero. 

Ma come fa questa tecnologia a ‘nutrirsi’ di CO2? 

L’orca mescola la CO2 con dell’acqua e la inietta nel sottosuolo in presenza di rocce basaltiche. Viene così creata una reazione che provoca la creazione di minerali di carbonato: la CO2 viene così imprigionata, realizzando dei solidi. 

Tocca a te!

Noi non sappiamo se sia più efficiente piantare alberi o installare tante Orche in giro per il mondo, ma rileviamo con piacere che si stia prendendo consapevolezza del fatto che è necessario intervenire subito e in modo massivo. 

Stanno nascendo sempre più progetti ambiziosi per combattere la crisi climatica. E tu, hai già cominciato a farlo per quel che è nelle tue possibilità? 

Vuoi sapere di più sull’approccio ESG? Dai un’occhiata alla nostra playlist dedicata!

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