Gen Y e Z

Secondo l’analisi sulle informazioni relative ai fattori delle attività ambientali, sociali e di governance delle organizzazioni (ESG), declinata nel report di EY e Oxford Analytica, stanno nascendo nuove sfide dovute alla mancanza di standardizzazione, regolamentazione univoca e obiettivi comuni. 

Stanno continuando a crescere i fondi ESG nel settore dell’asset management, raggiungendo i 2,7 trilioni di dollari nel 2021 (+53% rispetto all’anno precedente). Nonostante questo, la credibilità nei confronti delle pratiche ESG sta diminuendo a causa degli episodi di greenwashing. 

L’importanza di comunicare adeguatamente ha alla base due macro – aspetti molto forti: 

  1. FINANZA  
  2. FUTURO

Ne abbiamo parlato in questo articolo ↗

Greenwashing: reale o percepito?

In un ampio sistema di informazioni sostenibili, viene resa difficile la sfida di: 

  • Analizzare le informazioni, 
  • Prendere decisioni sugli investimenti e capitali da collocare, 
  • Verificare il lavoro svolto. 

La mancanza di un quadro di riferimento globale coerente si traduce in divulgazioni aziendali disparate e dati meno affidabili o rating ESG potenzialmente incoerenti. Da qui, nasce la necessità di fare una distinzione tra: 

  • Greenwashing reale, ovvero la volontà di dichiarare il proprio essere sostenibile pur non avendo nessuna sostanza in concreto (assenza di prova tangibile); 
  • Greenwashing percepito, ovvero un errore nella comunicazione e/o nell’analisi ma con un business realmente sostenibile (presenza di prova tangibile). 

Il primo caso, in Italia, è a rischio provvedimenti da parte di AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), responsabile del controllo delle comunicazioni aziendali.  

Il secondo caso, invece, generalmente ha alla base delle difficoltà di coinvolgere le parti interessate (stakeholders) e di comunicare sia internamente che esternamente. 

Indicazioni: azioni concrete o greenwashing?
Greenwashing reale o percepito?

Nuovi talenti: gen Y e Z

Le generazioni Y e Z sono già nella tua organizzazione! 

C’è una dimensione generazionale da capire e studiare per poter migliorare il coinvolgimento delle parti interessate (di cui fanno parte anche i tuoi lavoratori!). 
Le generazioni Y (nati 1981-1996) e Z (nata 1997-2012) sono sempre più esigenti dal punto di vista delle informazioni sulla sostenibilità. Cosa importa? Importa che sono all’interno della tua impresa da tempo! Fanno, quindi, parte del tuo ecosistema ed alimentano il passaparola, influenzando l’opinione che la società ha sulla tua attività imprenditoriale. 

La loro sensibilità all’argomento si è sviluppata a causa degli eventi storici vissuti come ad esempio le crisi globali (2008), la crisi climatica, la pandemia da Covid-19. Sebbene anche le generazioni passate abbiano avuto esperienze simili, le generazioni Y e Z sono più scettiche e hanno delle aspettative più alte nei confronti delle aziende in cui lavorano, da cui comprano e in cui investono

Lontano dal greenwashing

Oxford Analytica ha studiato il flusso di comunicazione aziendale in merito alle attività ESG. 

Nell’immagine a sinistra, sono stati evidenziati i passaggi delle informazioni. All’aumentare del numero di passaggi (dall’interno all’esterno), diminuisce l’accuratezza delle informazioni trasmesse. Questo perché le informazioni mutano a causa delle interpretazioni dei singoli attori coinvolti. 

Se le informazioni di sostenibilità ambientale in partenza, quindi, son affidabili e concrete, ma subiscono troppi passaggi per mezzo dei livelli poco informati o mal informati, all’esterno verrà percepito il greenwashing. 

Puoi scaricare l’immagine e il report qui ↗ 


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