Il mondo scientifico sa ormai per certo che il cambiamento climatico è in atto.

Le conseguenze saranno sempre più gravi da qui al 2030-2050 ed oltre (ONU IPPC) e i Politici della Terra ne hanno finalmente preso atto, vedi impegni del G20 di piantare 1000 miliardi di alberi al 2030. Alberi, gli unici esseri viventi che, al minimo costo, possono sottrarre CO2 dall’atmosfera. 

Il cambiamento climatico e la Banca D’Italia

Ne ha preso atto anche la Banca D’Italia e tratto le conseguenze tanto che al par 3.2 del rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici ha sentenziato:

“La Banca d’Italia, in qualità di investitore, è esposta a rischi finanziari e operativi, sui quali influiscono anche i fattori climatici e di sostenibilità.”  

Banca D’Italia, “Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici” (2022)

E non c’è da stupirsi!

Infatti, abbiamo visto che nelle aree geografiche in cui avvengono fenomeni metereologici estremi – come la siccità, bombe d’acqua, alluvioni, ecc. – vengono provocati danni gravi alle attività. Tra queste ultime ci sono le attività commerciali legate all’agricoltura, alle attività turistiche e perfino alle manifatturiere che necessitano di:

  • Acqua per i loro prodotti e processi,
  • Strade percorribili.

Per i dipendenti di tali aziende, inoltre, c’è il rischio di non ricevere lo stipendio o essere licenziati.

E sono quelle stesse aziende e persone e famiglie che faranno poi fatica a restituire i prestiti ricevuti che, per le banche italiane, rappresentano il 43% del totale delle attività (dati 2020)

La lezione della crisi climatica

Ma per fortuna è nelle crisi che l’uomo può tirare fuori il meglio di sé (cit. Einstein).

In questo fosco scenario climatico ed economico ci sono anche delle opportunità:

  • Ad es. per paradosso la guerra economica Russia/Cina (in generale BRICS) – Occidente, aumentando il costo dell’energia, ha reso più redditizi gli investimenti nel risparmio energetico e nella produzione di energia ed ha reso i consumatori più sensibili ai temi legati alla sostenibilità. 

PMI: cosa fare?  

Ogni azienda a livello di investimenti in capitale umano deve inserire competenze in tema di sostenibilità il giusto mix di personale interno e – perché no? – esterno (Consulenti). Questi devono saper interfacciarsi con le diverse aree aziendali Marketing, Commerciale, Progettazione, Acquisti, Produzione, Engineering, Logistica, ecc. per rendere consapevoli dirigenti, responsabili e tutti i lavoratori dei rischi/opportunità. In questo modo, farli mobilitare al lavoro di squadra con l’obiettivo di rendere sostenibili tutti i prodotti e i processi aziendali.

Inoltre, è utile riassumere tutte le iniziative in atto e gli obiettivi anche a beneficio delle banche che finanziano o potrebbero finanziare le aziende in un bilancio di sostenibilità ESG come hanno fatto per esempio:

  • FAB Srl, il nostro cliente storico, all’interno del Documento di Comunicazione esterna del sistema di gestione ambientale ISO14001

PMI: suggerimenti pratici

Diversi nostri clienti stanno usando i fondi del PNRR (e ciò che emergerà dal Green new deal*) per: 

  1. sviluppare prodotti e servizi sostenibili: la ricerca e sviluppo e l’innovazione devono esplorare le nuove possibilità per creare valore per i clienti, per l’azienda, e anche risolvere problemi ambientali e sociali che sono sempre più di interesse per i consumatori.  
  1. monitorare i consumi di energia e di materia: non si ottiene ciò che non si misura, se non lo hai ancora fatto, dotati il prima possibile di indicatori di efficienza in tema di uso dell’energia, consumo materie prime e produzione di rifiuti, indispensabili per avere la base dati per lanciare il miglioramento anche economico finanziario; 
  1. migliorare l’efficienza in tema di energia e materia: fare progetti di miglioramento per ridurre i consumi di energia, di materie prime e di rifiuti a parità di produzione. 
  1. diversificare le fonti energetiche e di materiali e produrre energia: sostituire fonti energetiche e materiali ad alto costo con fonti di energia e materiali a costo inferiore dando priorità alle rinnovabili alla decarbonizzazione, privilegiando: materiali riciclati (plastica riciclata, carta riciclata, ecc.), energia rinnovabile quali Biogas, fotovoltaico, installare termovalorizzatori di rifiuti per i rifiuti non recuperabili. 

Le iniziative di cui sopra, quindi, potranno tradursi in maggiori ricavi (prodotti green/sostenibili) e minori costi (risparmi di materiale, energia, ecc.) e/o benefici finanziari in tema di capacità di reperire capitali sul mercato; in sintesi renderanno la tua azienda più resiliente ai cambiamenti in un contesto avverso e incerto. 

Vuoi sapere di più sull’approccio ESG? Dai un’occhiata alla nostra playlist dedicata!

*A breve un articolo sul Green new deal

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